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L'interruzione della tratta «stazione-Notarbartolo» ha fatto riversare gli utenti sui mezzi Amat, ed è assalto ai bus
NewsChe ci sarebbe stato il caos era facile prevederlo. L’interruzione della tratta Stazione Centrale-Notarbartolo, che durerà almeno un anno per consentire i lavori del passante ferroviario, ha fatto riversare una moltitudine di passeggeri (sono circa 6.000 gli abbonati alla metro) sugli autobus dell’Amat. Ad essere prese d’assalto sono soprattutto le linee 102, 103, 108, 109, 118, 246. L’unico modo per raggiungere la zona del Policlinico, del Civico (in corrispondenza delle stazioni Vespri e Orleans), e di via Notarbartolo (fin dove la strada ferrata è interdetta), è quello di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico su gomma. Chi ha optato per l’automobile, invece, non se la passa meglio, visto che il traffico sia in città che fuori è aumentato.

In assenza di soluzioni risolutive, ad andarci di mezzo sono gli utenti. Il comitato Palermo-Sant’Agata-Punta Raisi ha chiesto il potenziamento delle linee Amat per Vespri, Orleans e Notarbartolo, il prolungamento della linea 100 fino a Brancaccio, l’istituzione del biglietto-abbonamento unico Amat-trenitalia e una sosta per i treni veloci anche alla stazione di Bagheria. «In un paese civile, le misure alternative – dice Giacomo Fazio, presidente del comitato – andavano prese prima della chiusura della metro. Questa situazione non può e non deve continuare a lungo. Non possiamo permetterci di pagare sia l’abbonamento a trenitalia che quello all’Amat, senza considerare i ritardi sul posto di lavoro o a scuola».

Tuttavia nonostante l’incremento dei passeggeri ancora non si è provveduto ad aumentare il numero dei bus. In realtà l’Amat ha già pronto un piano, elaborato su richiesta del Comune: l’azienda ha chiesto un addendum che oscilla tra i 600 e gli 800 mila euro per coprire i 250 mila bus-chilometri che i mezzi percorrerebbero in più in un anno. Soldi che dovrebbe uscire la Regione.

Il vertice per la definizione dei servizi sostitutivi fra i rappresentanti del dipartimento regionale Infrastrutture e Mobilità, del Comune, dell’Amat, di Rfi, di trenitalia e del Comitato pendolari, però di fatto è stato interlocutorio. La Regione ha preso tempo, chiedendo all’Amat un monitoraggio di 8 giorni dell’utenza per stimare il sovraccarico di passeggeri. trenitalia, oltre alla convenzione stipulata con la Prestia&Comandè, che copre l’itinerario Stazione Centrale-Punta Raisi, ma non risolve affatto il problema delle fermate intermedie (Vespri, Orleans e Notarbartolo), adesso sembrerebbe essere disponibile a stipulare una convenzione con l’Amat per fare abbonamenti integrati treno-bus. Staremo a vedere.

Fonte: La Sicilia
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